Valentina's profileQuando ti bussano alla p...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Quando ti bussano alla porta e rispondi "pronto?" |
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...quelli che preferisco...adesso! Poi la vita cambia e cambiano anche i libri...
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9/15/2009 Here Comes The SunLa prima cosa che ti chiedo di fare è eliminare i desideri tiepidi e altalenanti che ti distraggono da quelli ardenti. La seconda è smettere di pensare che gli altri sappiano meglio di te quali sogni manterranno la tua energia vitale al massimo. Ti chiedo, inoltre, di ripetere queste frasi almeno venti volte: “So esattamente cosa voglio. So esattamente cosa non voglio. E so esattamente cosa un po’ mi piacerebbe, ma non ci perderò più tempo perché mi impedisce di ottenere quello che voglio veramente”. 7/23/2009 Tettonica delle placche (mentali)
Quando hai trovato un contenitore all'angoscia della tua solitudine, può succedere che un giorno, d'un tratto, ti accorgi che quel contenitore ha un foro. Si tratta di un foro piccolo, però, e tu valuti che, anche se il tuo contenitore non è più a tenuta stagno, non vale la pena di prendere precauzioni, puoi permettere che alcuni dei tuoi fluidi mentali escano. Riesci a sopportarne la perdita. La tettonica a placche del tuo cervello, infondo, provoca eruzioni e la lava celebrale ed emotiva che fuoriesce è bollente: era impossibile che, prima o poi, non creasse una falla. Passano i giorni. Gli eventi precipitano, respiri a fatica, i gas provocati dalla tettonica a zolle escono dalla materia grigia che alimenta i tuoi labirinti mentali. Soffocare, non è la parola giusta ma è la prima che mi viene in mente. I fori, intanto, si moltiplicano. A questo punto, devo, per motivi evidenti, premettere alcuni fatti che hanno preceduto la venuta del foro nel tuo contenitore. Succede che la tettonica non produca solo falle, e dal nulla, un giorno di qualche tempo fa, sotto i fumi di una enorme esplosione sottomarina, sia apparsa un'isola, nuova. Il punto caldo dei tuoi sentimenti. La tettonica constuens, pensi. L'isola, inizialmente deserta, con il tempo si popola. Sentimenti, emozioni, relazioni, percezioni, sensazioni, parole. Resta deserta di una cosa però, dei fatti. Così le parole, rimangono suoni. Significanti senza significati. E ad un tratto ti accorgi che l'isola, ontologicamente parlando, non c'è. Ed eccoci al foro. Il foro del tuo contenitore è l'isola ritornata negli abissi. La tettonica ha dato vita ad un terremoto nelle profondità della tua mente a cui ha fatto seguito uno tsunami neurale che si è mangiato l'isola e ha creato il primo foro nella crosta celeste della tua vita celebrale. La tettonica destruens, appunto. La zolla più densa della fiducia, per subduzione, scivola sotto a quella del terrore. Si crea dunque, una bella fossa oceanica in cui nascondere tutte le tue paure e un'imponente catena montuosa che non lascia passare nessuna nube. Certo, il tuo territorio mentale è desertico ma, di contro, alla mancanza di parole segue la tranquillizzante mancanza di fatti. Un ordine ritrovato. Secondo la teoria della deriva dei contenitori questi si muoverebbero l'uno rispetto all'altro. Il mio più che muoversi, rischia di affondare: è pieno di fori! 7/18/2009 Ferie crociate: e tutti pronti si va via!
Dicono che se perdi un oggetto vuole dire che non ti serviva più.
Dicono anche un anello abbia lo stesso valore di due pantofole rosse, che effettivamente mi hanno seguita a New York... Stamani mi parlavano della solitudine della distanza, ma io riuscivo solo a pensare alla coatta vicinanza del solito tipo, che, in bagno, mi guarda mentre mi aggiusto i capelli. Mi fanno notare che sono terrona. Ed io penso: “Anche il maniaco che dalla finestra di fronte si masturba con lo sguardo fisso su casa nostra, è terrone!”. Dicono che la mia redditività lavorativa sia discreta, ed io penso al primo comandamento riportato, con apposita calamita, sul frigo di casa nostra: “Sfruttami, sono precaria”. I carabinieri mi cercano: sono scappata di casa. Tutti sono ancora convinti che sia minorenne...e che a fanculo da sola ancora non ci possa andare! Pare che abbia il malocchio: “Occhio per occhio, prezzemolo e finocchio!”, esclamo io, mentre cucino le patate alla Bismark. Napoli prima e dopo. Ma prima e dopo rispetto a cosa?! Sembra sia condivisa l'idea che con alle spalle un'istituzione forte e conosciuta a livello europeo, sicuramente tutto andrà meglio. Io intanto vedo bene di stare attenta a passare il più rasente possibile al muro. I miei tarocchi prevedono, per oggi, vento forte. E guardando con attenzione, forse anche qualche temporale al nord. Al sud e sulle isole, soleggiato. Dicono anche le ferie sono sacre. Io direi che, al massimo, sono Sacher. 6/8/2009 C'è del marcio in Danimarca (e non solo)
5/5/2009 Sospensioni
Quando ero piccola, ma neppure troppo, direi almeno fino ai miei 18 anni, pensavo che il matrimonio fosse un fatto della vita. Un po' come la nascita e la morte. Il matrimonio stava nel mezzo, a suggello della vita adulta e responsabile, preludio ad un eventuale concepimento. Il punto esatto da cui si inizia a percorrere il cerchio dell'esistenza, infinite volte. Poi però la mia vita si è sgretolata, allentata, rallentata. In quegli anni un terremoto ha fatto crollare una parte di me, quella in cui avevo riposto, sotto mille materassi, la fiducia. E da allora, un po' come la Principessa sul pisello, non prendo più sonno. Nelle mie veglie ho cominciato prima a provare avversione, poi addirittura odio, verso quelle che erano state fino ad allora le mie convinzioni. Dunque ho distrutto, stracciato, spezzato, cancellato, buttato. Poi, stanca per tutto quel daffare, mi sono sono fermata un attimo. Ed ho pensato: forse il matrimonio è solo un contratto, fatto da chi e per chi la fiducia la vuole comprare. Questa teoria per anni mi è calzata a pennello. Io avevo perso la fiducia ma mai e poi mai ne avrei comprata un'altra, avrei dovuto far risorgere la mia, come la fenice! I propositi erano buoni, i risultati meno. Sicuramente mi stagliavo in qualche punto sulla curva dei rendimenti decrescenti, le risorse aumentavano più che proporzionalmente rispetto ai risultati. Dando un'occhiata al bilancio, mi sono detta che, forse, avevo sbagliato strategia, dovevo cercarne una alternativa per raggiungere il mio vantaggio competitivo. Ecco allora cosa ho pensato: il matrimonio è ammissibile solo per amore, per ottenere dei diritti statali, dopo aver avuto figli. Senza cerimonie festose. Noi, le bimbe, il cane. E due testimoni. Una festa seguirà l'evento, di un po' di giorni, a casa nostra. Secondo questa teoria la fiducia sta alla base non del contratto ma dell'unione. E va comunque ritrovata prima. Stasera però, le mie certezze vacillano e dopo aver ascoltato un po' di storie, dopo aver sperimentato la differenza naturale e artificiale tra legami più o meno solidi, mi chiedo: che diritto ho di giudicare chi la fiducia, invece che cercarla in un dottore, la ricerca in un atto notarile? Infondo, penso, mentre guardo la luna sperando che mi segua, il risultato non cambia. L'importante è che la fiducia ci sia. Poi l'inferno matrimoniale è un'altra cosa: un'assenza di amore, che fa eclissare tutto, anche la fiducia, in qualsiasi modo sia stata ottenuta. Hola!
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